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Social vietati ai minori di 15 anni: la proposta di Macron arriva in Europa

Avete sentito la notizia che Macron ha proposto di vietare i social ai minori di 15 anni?

Sì, proprio loro: TikTok, Instagram, Snapchat e compagnia bella. Secondo la proposta del presidente francese, prima dei 15 anni i ragazzi non dovrebbero poter entrare sui social.

Ora, prima che qualcuno prenda il telefono del figlio e lo chiuda nel cassetto insieme alle pagelle da dimenticare, chiariamo subito una cosa: il divieto non è stato approvato.

Macron ha scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiedendo una legge valida in tutta l’Unione. Bruxelles ha ricevuto la lettera, ma non ha ancora deciso se accogliere la proposta, modificarla oppure lasciarla lì a prendere polvere.

📱 Quindi, per adesso, nessun adolescente verrà sfrattato da TikTok. Però la questione è arrivata ufficialmente sul tavolo dell’Europa e vale la pena capire che cosa sta succedendo.

📌 In breve

Emmanuel Macron ha chiesto all’Unione europea di vietare i social ai minori di 15 anni. Il divieto non è ancora stato approvato e non sappiamo se entrerà davvero in vigore. La Commissione europea sta però preparando nuove misure per proteggere bambini e adolescenti online, compreso un sistema per verificare l’età senza mostrare alle piattaforme tutti i dati personali.

📱 Che cosa ha proposto Macron

Partiamo dalla notizia, raccontata senza il politichese che fa venire voglia di chiudere la pagina dopo tre righe.

Emmanuel Macron ha scritto a Ursula von der Leyen chiedendo una nuova legge europea che impedisca ai minori di 15 anni di accedere ai social network.

La lettera è datata 29 agosto ed è stata resa pubblica l’8 settembre. Come riferisce Reuters, Macron non vuole una regola soltanto francese: chiede un limite comune per tutti i Paesi dell’Unione europea.

Ed è proprio questo il passaggio importante.

Fino a oggi abbiamo discusso soprattutto di smartphone vietati a scuola, ore trascorse davanti allo schermo e genitori costretti a ripetere per la quindicesima volta: “Posa quel telefono.”

📲 Qui, invece, si parla di una cosa diversa: decidere per legge a quale età un ragazzo possa aprire un account social.

🤔 Ma perché ’sta proposta

Ecco, questa è la domanda che mi farebbe un amico mentre cerco di raccontargli la notizia:

🤨 “Va bene, ma perché proprio 15 anni? Che è successo?”

Secondo Macron, bambini e ragazzi entrano troppo presto in piattaforme costruite per catturare l’attenzione. Non apri TikTok per guardare un video e poi uscire serenamente. Ne guardi uno, poi un altro, poi quello del cane che balla, poi il tutorial che non avevi chiesto e improvvisamente è passata mezz’ora.

Per un adulto è già difficile fermarsi. Per un bambino o un adolescente può esserlo ancora di più.

⚠️ Le preoccupazioni non riguardano soltanto il tempo trascorso con il telefono in mano. Ci sono il cyberbullismo, l’adescamento, i contenuti violenti o sessuali, la raccolta dei dati personali e quei sistemi che continuano a proporre video scelti apposta per non farci staccare gli occhi dallo schermo.

In un intervento ufficiale del maggio 2026, Macron aveva parlato anche di attenzione e solitudine. Secondo il presidente francese, prima dei 15 anni bisognerebbe lasciare ai ragazzi più tempo per crescere, leggere, stare insieme agli altri e imparare a utilizzare questi strumenti con maggiore consapevolezza.

Questa, però, è la posizione di Macron. Non è ancora la posizione ufficiale dell’Europa e non tutti sono d’accordo.

C’è chi considera necessario un limite uguale per tutti e chi, invece, pensa che una decisione simile debba restare nelle mani dei genitori.

E diciamolo: trovare una risposta semplice qui non è facile. Proteggere i ragazzi è necessario, ma vietare completamente i social significa anche decidere come controllare l’età e chi debba assumersi questa responsabilità.

🪪 Ma po’ come funziona

Ed eccoci alla seconda domanda del nostro interlocutore immaginario:

🧐 “Va bene il divieto. Ma poi come funziona? Basta che mio figlio scrive che è nato nel 1987 e ha risolto?”

Domanda più che legittima, perché oggi basta spesso inserire una data di nascita e dichiararsi adulti. Nessuno viene a controllare se nel 1987 eri davvero già al mondo oppure eri ancora un progetto molto lontano.

Una madre controlla la data di nascita inserita dal figlio adolescente sullo smartphone
🪪 Il punto è proprio questo: come si controlla davvero l’età se per iscriversi basta inserire una data di nascita?

Per adesso non sappiamo esattamente come funzionerebbe il controllo, perché non esiste ancora una legge europea da applicare.

La Commissione ha però già sviluppato un sistema europeo per verificare l’età cercando di proteggere la privacy.

L’idea, detta in modo semplice, è questa: il sistema controlla il documento e comunica al social soltanto se la persona ha raggiunto l’età richiesta.

TikTok o Instagram riceverebbero una risposta del tipo:

“Sì, questa persona può entrare.”

Non dovrebbero ricevere nome, indirizzo, data di nascita o copia del documento.

❓ Sembra semplice, ma ci sono ancora parecchie cose da chiarire. Quali piattaforme sarebbero coinvolte? Soltanto i social classici o anche YouTube, le chat e i videogiochi con funzioni social? Esisterebbero account controllati dai genitori? Che cosa accadrebbe agli account già aperti dai minori?

Al momento non lo sappiamo. E chi oggi racconta il funzionamento del divieto come se il regolamento fosse già pronto sta andando decisamente più veloce dell’Europa. E ce ne vuole. 😅

🚨 Fermi tutti, rimettiamo ordine

Macron non ha vietato i social ai minori di 15 anni. Ha chiesto all’Unione europea di introdurre questo limite. Prima che possa cambiare qualcosa servono una proposta ufficiale della Commissione, il confronto tra le istituzioni europee e l’approvazione di un testo definitivo.

🇪🇺 E l’Europa che ha detto

Per ora, in perfetto stile da riunione importante, l’Europa ha risposto più o meno: “Abbiamo ricevuto la lettera.”

Durante il briefing ufficiale dell’8 settembre, la Commissione ha infatti confermato di aver ricevuto la richiesta di Macron, ma non ha detto né sì né no al limite dei 15 anni.

Questo non significa che Bruxelles non voglia intervenire. Anzi, la Commissione sta già preparando una propria proposta sulla sicurezza dei minori online.

Un gruppo di esperti ha suggerito un sistema graduale: sotto i 13 anni soltanto contenuti adatti e accesso supervisionato, seguito da maggiore libertà con l’aumentare dell’età.

L’Europa valuta il divieto dei social sotto i 15 anni o un accesso graduale in base all’età
🇪🇺 L’Europa deve ancora scegliere: divieto totale sotto i 15 anni oppure accesso graduale in base all’età.

Macron, invece, chiede una linea molto più netta: niente social prima dei 15 anni.

La discussione riguarda milioni di famiglie. Secondo i dati diffusi dalla Commissione europea, il 63% degli europei intervistati vorrebbe regole dell’UE che limitino l’accesso dei minori ai social in base all’età.

💡 Non significa che tutti vogliano un divieto totale. Significa però che il problema non è più soltanto una fissazione del presidente francese.

🇮🇹 E in Italia che succederebbe

Se l’Unione europea approvasse una regola comune, riguarderebbe anche noi.

Le piattaforme potrebbero essere obbligate a verificare davvero l’età degli utenti, invece di affidarsi alla data di nascita inserita durante l’iscrizione. Potrebbero inoltre dover bloccare gli account dei più piccoli oppure offrire versioni limitate e controllate.

La responsabilità, quindi, non ricadrebbe più soltanto sulle famiglie. Anche le aziende dovrebbero dimostrare di aver fatto qualcosa di concreto per impedire ai minori di aggirare il limite.

⏳ Ma oggi non sappiamo ancora se la proposta verrà approvata, quale età sceglierà l’Europa e quando potrebbe entrare in vigore.

👀 Per questo continueremo a seguire la vicenda nella sezione dedicata a Tecnologia e Digitale: se Bruxelles presenterà una vera legge, aggiorneremo questo articolo spiegando cosa cambierà concretamente per ragazzi e genitori.

🧠 Il punto non è più soltanto il telefono

La cosa che mi ha colpita di questa notizia è il cambiamento della domanda.

Per anni abbiamo chiesto ai ragazzi quanto tempo passassero con il telefono. Adesso cominciamo a chiederci a quale età sia giusto permettere agli algoritmi di entrare nella loro vita.

Perché non stiamo parlando soltanto di uno schermo. Dietro quello schermo c’è un sistema che sceglie cosa mostrare, studia cosa ci piace e trova continuamente un nuovo motivo per farci restare collegati.

La proposta di Macron potrebbe essere approvata, modificata completamente oppure respinta. Questo, oggi, non possiamo saperlo.

📲 Ma la discussione è cominciata sul serio. E forse vale la pena affrontarla prima che siano i ragazzi a spiegarci che ormai è troppo tardi, perché hanno già tre profili, due account segreti e una vita digitale di cui noi non sappiamo assolutamente nulla.

Domande frequenti

I social sono già vietati ai minori di 15 anni

No. Macron ha presentato una proposta, ma non esiste ancora un divieto europeo approvato.

La proposta riguarderebbe anche l’Italia

Sì, se diventasse una legge valida in tutta l’Unione europea. Al momento, però, non esiste ancora un testo definitivo.

Come verrebbe controllata l’età

La Commissione europea sta sviluppando un sistema che dovrebbe confermare soltanto il raggiungimento dell’età richiesta, senza mostrare alla piattaforma l’identità o la data di nascita dell’utente.

Perché Macron ha scelto il limite dei 15 anni

Macron ritiene che prima di questa età i ragazzi debbano essere maggiormente protetti dai contenuti dannosi e dai meccanismi che catturano l’attenzione. La soglia dei 15 anni è comunque ancora oggetto di discussione.

Quando potrebbe entrare in vigore il divieto

Non esiste ancora una data. Prima serviranno una proposta ufficiale della Commissione europea, il confronto tra le istituzioni e l’approvazione del testo definitivo.

☕ E voi da che parte state? Divieto fino ai 15 anni, accesso graduale oppure decisione lasciata alle famiglie?

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