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Bossetti: l’ennesimo NO

Il 5 ottobre la Corte di Bergamo ha respinto l’istanza di Bossetti. Dalla traccia 31G20 ai nuovi profili genetici: le motivazioni riportate dalla stampa.

Ieri, 5 ottobre 2026, Massimo Bossetti ha seguito dal carcere di Bollate, in videocollegamento, l’udienza davanti alla Corte d’Assise di Bergamo. I suoi avvocati, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, chiedevano ulteriori accertamenti sui reperti e sui campioni biologici ancora esistenti. Poche ore dopo è arrivato il rigetto.

Una precisazione serve subito: l’istanza risaliva a giugno. Il 5 ottobre si sono svolte la discussione e la decisione, non la prima presentazione della richiesta. La distinzione conta: si può criticare un provvedimento anche duramente, ma partendo dalla cronologia corretta.

📌 In breve

La Corte ha negato gli accertamenti richiesti dalla difesa di Bossetti. Le cronache riferiscono obiezioni sulla specificità della richiesta, sulla novità degli elementi e sull’utilità di eventuali risultati. In aula era presente Letizia Ruggeri. Salvagni ha annunciato un nuovo ricorso per Cassazione.

⚖️ L’udienza e la presenza di Ruggeri

La Corte, presieduta da Patrizia Ingrascì, interveniva come giudice dell’esecuzione. Al centro dell’udienza c’era l’autorizzazione alle attività richieste dalla difesa, dopo l’accesso a documenti e fotografie ad alta risoluzione del RIS. La condanna definitiva all’ergastolo rimane in vigore.

Come conferma il resoconto del Corriere di Bergamo, in aula era presente la pubblico ministero Letizia Ruggeri, titolare delle indagini. Presenti anche i legali dei genitori di Yara, Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, contrari alle nuove analisi.

⚖️ La mia posizione sul caso è già chiara a chi ha letto perché credo nell’innocenza di Bossetti. E no, la presenza di Ruggeri non mi rassicura. Ma proprio perché questa vicenda mi coinvolge, voglio attribuire a ciascuno le proprie responsabilità, senza regalare errori a nessuno.

📄 Le motivazioni del rigetto riportate dalla stampa

Il provvedimento è di dodici pagine. Qui ricostruiamo i motivi pubblicati da Adnkronos e Il Giorno

🧬 Il campione 31G20 e le altre tracce

La difesa aveva contestato la provenienza del profilo genetico dal frammento 31G20, richiamando la fotografia successiva a un’estrazione che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe distrutto il tessuto.

Il Giorno riferisce che la Corte oppone soprattutto la presenza del profilo in altri punti: sedici prelievi su cinquantadue dagli slip e due campionature su dodici dai leggings avrebbero restituito il DNA attribuito a Bossetti. Per i giudici, il dubbio sul 31G20 non mette quindi in discussione la presenza del suo DNA sugli indumenti.

🧬 È una risposta che, da lettrice, mi lascia una domanda: il richiamo alle altre tracce chiarisce anche la cronologia della fotografia? Dai passaggi pubblicati non posso ricostruire ogni risposta dell’ordinanza. Quel dettaglio, però, continua a interessarmi.

📋 La richiesta ritenuta poco specifica

Secondo Adnkronos, la Corte giudica insufficientemente definita l’istanza: la carenza riguarderebbe sia gli esami proposti sia, soprattutto, il materiale su cui svolgerli. È un’obiezione alla precisione della richiesta.

🔬 La mancanza di novità e le nuove metodologie

I giudici ritengono che vengano riproposte questioni già esaminate nel processo. Tra gli esempi citano la possibile presenza di liquido seminale nei campioni. Anche il ricorso a tecniche scientifiche più recenti viene considerato, nella richiesta presentata, una ripetizione delle verifiche biologiche e genetiche.

🔎 Il carattere esplorativo dell’istanza

Il Giorno riporta un’ulteriore critica: per la Corte, la richiesta avrebbe carattere esplorativo e mirerebbe sostanzialmente a ottenere un altro grado di impugnazione. I giudici la considerano dunque un tentativo di riesaminare il caso senza elementi nuovi sufficienti.

🧪 Eventuali altri profili non sarebbero decisivi

La motivazione riportata da Adnkronos va oltre: trovare tracce finora non indagate o altri profili genetici sarebbe un risultato ipotetico. Anche se raggiunto, secondo la Corte non cambierebbe sostanzialmente le prove su cui poggia la condanna.

🧪 Questo è il punto che mi pesa di più. Capisco che trovare un altro DNA non significhi automaticamente scagionare qualcuno. Ma leggere che un eventuale risultato non sarebbe decisivo, prima ancora di conoscerlo, non mi mette affatto tranquilla.

💻 Il no al file Excel

Respinta anche la richiesta delle caratterizzazioni genetiche del RIS in formato Excel, anonimizzate. La Corte ritiene sufficiente l’elenco cartaceo già disponibile: contiene gli stessi dati ed è stato ingrandito per renderlo leggibile.

💻 Da lettrice, però, distinguo due cose: poter leggere dei dati e poterli confrontare agevolmente. La carta può essere chiarissima; questo non la rende altrettanto pratica di un foglio di calcolo.

📣 La risposta della difesa

Il rigetto non chiude le iniziative degli avvocati. Agenzia Nova riferisce che Salvagni ha annunciato il nono ricorso per Cassazione e l’intenzione di interessare una Procura.

La notizia del 5 ottobre resta questa: la difesa ha chiesto nuovi accertamenti, la Corte li ha negati e gli avvocati intendono impugnare la decisione.

📄 Domande frequenti

La richiesta è stata presentata e respinta il 5 ottobre

No. L’istanza risaliva a giugno; il 5 ottobre si sono svolte l’udienza e la decisione.

È stata Ruggeri a decidere il rigetto

No. Ruggeri era presente in aula come pubblico ministero. Il provvedimento è della Corte d’Assise di Bergamo.

Il processo è stato riaperto

No. Sono stati negati gli accertamenti richiesti; la condanna definitiva rimane in vigore.

💬 Quale motivazione ti convince e quale, invece, ti lascia più dubbi? Scrivilo nei commenti: discutiamo i passaggi riportati, perché è lì che voglio concentrare l’attenzione.

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