Io pensavo di aver già messo abbastanza alla prova i miei neuroni quando, qualche settimana fa, mi sono ritrovata a cercare che cosa potessero avere in comune quattro slip colorati, la Grande Opera alchemica e il delitto di Garlasco.
🧠 Pensavo.
Perché il 9 settembre Luigi Grimaldi ha pubblicato su Grimaldipress un nuovo approfondimento dal titolo “Azoth sulla chiavetta di Chiara Poggi: quando Garlasco incontra l’alchimia nera”.
Il pezzo viene presentato da Grimaldi, mentre l’analisi specialistica è firmata da KillyNoir, descritta come operatrice olistica e docente di esoterismo e spiritualità.
E vi avviso subito: questa volta entrano in scena l’Azoth, il Sale, lo Zolfo, il Mercurio, sette tavole, ventisette pedine per ogni giocatore e lo Star Game dell’Ordine dei Nove Angoli.
🗺️ Praticamente io volevo soltanto capire chi avesse scaricato alcune immagini e, nel giro di pochi minuti, mi sono ritrovata davanti a una specie di Risiko esoterico nel quale le pedine dovrebbero rappresentare energie, trasformazioni interiori e passaggi iniziatici.
Ho un debole dichiarato per tutto ciò che parla di esoterismo. Davanti a simboli, antichi manoscritti e percorsi iniziatici divento praticamente una bambina a Disneyland: devo entrare, guardare tutto e capire dove porta ogni collegamento.
🔮 Del resto, davvero tante persone dedicano anni di studio e una parte della propria vita a qualcosa che non significa assolutamente nulla?
🤨 Chiedo per un amico.
Questo non significa accettare automaticamente ogni teoria. Significa seguirla fino in fondo per capire quali passaggi reggono e quali hanno bisogno di essere spinti sotto al tavolo.
Così ho cominciato a leggere.
Ho seguito i collegamenti con l’Azoth e cercato di capire che cosa fosse questo benedetto Star Game. Poi, alla fine dell’articolo, ho trovato poche righe tratte dalla deposizione resa da Marco Poggi ai pubblici ministeri il 6 maggio 2026.
Poche righe capaci di spostare completamente il centro della storia.
Perché mentre noi ci domandiamo se qualcuno stesse studiando un sistema iniziatico dell’Ordine dei Nove Angoli, Marco Poggi, il fratello di Chiara, introduce un dubbio molto più semplice:
le chiavette USB attribuite a lui e a Chiara potrebbero essere state scambiate.
💾 No, un momento!
Noi stiamo cercando di ricostruire gli interessi esoterici di una ragazza assassinata partendo da alcuni file recuperati tramite carving. Ma non siamo nemmeno certi che la chiavetta sulla quale sarebbero stati trovati fosse utilizzata esclusivamente da lei?
E allora la domanda cambia.
Non più soltanto:
⚗️ Che cosa rappresentano quelle tavole?
Ma soprattutto:
🔍 Chi le aveva cercate, scaricate o conservate su quella chiavetta?
📌 In breve
Su una chiavetta USB attribuita a Chiara Poggi sarebbero state recuperate tramite carving otto tavole alchemico-esoteriche cancellate.
KillyNoir collega alcune immagini all’Azoth e allo Star Game dell’Ordine dei Nove Angoli, ipotizzando che qualcuno potesse studiare quel sistema. Marco Poggi, però, ha dichiarato che le chiavette attribuite a lui e alla sorella potrebbero essere state scambiate.
Prima di interpretare quei contenuti come interessi personali di Chiara, quindi, bisogna capire chi utilizzasse davvero il dispositivo.
📑 In questo articolo
💾 Le tavole recuperate dalla chiavetta
😵💫 Partiamo dal punto concreto, perché tra Azoth, grimori e trasformazioni spirituali è facilissimo perdersi e ritrovarsi a parlare con Mercurio senza sapere più come ci siamo arrivati.
Secondo l’analisi pubblicata da Grimaldipress, sulla chiavetta USB indicata come probabilmente appartenente a Chiara Poggi sarebbero emerse otto tavole alchemiche.
Nell’articolo vengono chiamate “8 Tabs alchemiche” e sarebbero state recuperate attraverso il carving, una tecnica informatica che permette di cercare dati e frammenti di file anche quando non compaiono più nelle cartelle normalmente accessibili.
💡 Detto in parole semplici: cancellare un file non significa sempre eliminarlo davvero. Può sparire dall’elenco, mentre una parte dei suoi dati rimane nella memoria del dispositivo.
Il carving può quindi riportare a galla un’immagine, ma non ci dice automaticamente chi l’abbia scaricata, perché sia stata conservata o chi l’abbia cancellata.
💭 Insomma, il carving può recuperare il file. Ma non può dirci anche chi aveva il mouse in mano.

Questa distinzione l’avevo già incontrata approfondendo il percorso della chiavetta ritrovata nel cestino svuotatasche.
Adesso il problema fa un passo in più: partendo da materiale cancellato, stiamo provando ad attribuire a qualcuno un interesse molto preciso.
KillyNoir stessa parla di una chiavetta probabilmente appartenente a Chiara. La sua analisi riguarda soprattutto ciò che quelle immagini potrebbero rappresentare, non l’identità di chi le abbia scaricate.
E tra quelle tavole riconosce una possibile somiglianza con un sistema molto più recente:
lo Star Game dell’Ordine dei Nove Angoli.
🎲 Azoth e Star Game: il collegamento proposto
Il nome Gioco delle Stelle potrebbe far pensare a qualcosa di innocuo. Un tabellone, qualche pedina e due persone che litigano sulle regole.
🎲 Qui siamo decisamente da un’altra parte.
Secondo la ricostruzione di KillyNoir, consultabile anche nello studio integrale sullo Star Game e l’Ordine dei Nove Angoli, il gioco rappresenterebbe uno strumento iniziatico legato al percorso di trasformazione personale dell’adepto.
🔮 E ragazzi, se amate questo genere di argomenti, vi consiglio davvero di leggere lo studio. Con una piccola avvertenza: io l’ho trovato talmente affascinante che, una volta entrata, uscirne è diventato un problema.

Il sistema è composto da sette tavole principali. Su di esse si muovono ventisette pezzi per ciascun giocatore, costruiti attraverso combinazioni di tre principi alchemici:
- il Sale, associato alla stabilità e alla forma materiale;
- lo Zolfo, collegato all’energia e al cambiamento;
- il Mercurio, legato alla fluidità, alla mente e alla transizione.
Le pedine, passando da una tavola all’altra, rappresenterebbero simbolicamente le trasformazioni interiori dell’iniziato.
😵💫 Io già ho difficoltà quando un gioco supera le quattro pagine di istruzioni. Qui, se muovi male una pedina, rischi direttamente di compromettere l’evoluzione spirituale.
Ed è qui che entra in scena l’Azoth, descritto nell’analisi come l’unione equilibrata di Sale, Zolfo e Mercurio.

I movimenti richiamerebbero inoltre le fasi della Grande Opera: Nigredo, Albedo e Rubedo, associate alla dissoluzione della condizione precedente, alla purificazione e al compimento della trasformazione.
🎩 Insomma, non è il tipo di gioco nel quale tiri i dadi, compri Parco della Vittoria e rovini il pranzo di Natale alla famiglia.
Secondo KillyNoir, le griglie recuperate dalla chiavetta potrebbero richiamare proprio la struttura e i simboli dello Star Game. L’ipotesi è che qualcuno non stesse semplicemente raccogliendo vecchie incisioni, ma potesse studiare o tentare di costruire quel sistema.
Il collegamento simbolico è interessante. Ma tra riconoscere alcuni simboli e ricostruire l’intenzione di chi salvò le immagini c’è ancora una bella distanza.
E una domanda continua a girarmi in testa:
perché conservare tutte quelle tavole su una chiavetta?
Io amo l’esoterismo e posso perdere mezza giornata dietro a un simbolo. So bene, quindi, che un’immagine può essere salvata per studio, curiosità o semplice fascino.
Una raccolta di tavole collegate tra loro, però, potrebbe suggerire anche una ricerca da continuare o del materiale che qualcuno desiderava consultare nuovamente.
🤨 Perché Internet era già Internet: quelle immagini si potevano cercare di nuovo. Se qualcuno le ha raccolte, conservate e poi cancellate, io la domanda sul perché me la devo fare.
Questo non dimostra che servissero a costruire lo Star Game. Per sostenerlo occorrerebbe conoscere almeno nomi, date, disposizione originaria ed eventuali documenti associati.
Ma prima ancora del perché, dobbiamo affrontare una domanda apparentemente più semplice:
possiamo stabilire chi le abbia salvate?
🔍 Ed è qui che la deposizione di Marco Poggi rimette tutte le pedine sul tavolo.
🎙️ La deposizione di Marco Poggi
Il passaggio riportato da Grimaldipress proviene dalla deposizione resa da Marco Poggi il 6 maggio 2026 e riguarda le penne USB consegnate agli investigatori.
A Marco viene chiesto se una delle chiavette fosse destinata al suo uso esclusivo. La risposta, in sostanza, è no.
Marco spiega che, quando gli fu chiesto di consegnare il materiale disponibile, raccolse le memorie presenti in casa. Una penna venne considerata riconducibile a lui e l’altra a Chiara, ma l’attribuzione non sarebbe stata così rigida.
Marco aggiunge infatti:
«Ma può essere che ce le siamo anche scambiate».

E qui io ho chiuso mentalmente il grimorio.
💾 Perché va bene l’Azoth, va bene lo Star Game e va bene pure l’evoluzione spirituale. Ma se fratello e sorella potevano scambiarsi le chiavette, noi a chi stiamo attribuendo tutto questo?
Marco spiega che una memoria meno capiente o meno performante poteva passare da una persona all’altra, a seconda delle necessità.
Una cosa normalissima nel 2007, quando le chiavette venivano prestate e utilizzate per trasferire fotografie e documenti tra computer diversi.
Il problema nasce oggi, perché quella memoria viene usata per provare a ricostruire interessi, conoscenze e possibili collegamenti personali.
Se le chiavette potevano essere scambiate, la presenza di un file non basta ad attribuirlo automaticamente a Chiara. Potrebbe essere stato salvato da lei, da Marco oppure da un’altra persona che ebbe accesso al dispositivo.
Non sappiamo quale possibilità sia corretta.
🔍 Ed ecco la contraddizione che mi interessa davvero: abbiamo un’interpretazione estremamente precisa dei simboli, ma un’attribuzione ancora incerta dell’oggetto che li conteneva.
🔍 Quello che resta da capire
C’è un ultimo elemento di contesto. Secondo quanto riportato da Open, il 20 luglio 2007 un video realizzato da Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, sarebbe stato scaricato sul computer in uso a Chiara.
Questo non collega Sempio alle tavole alchemiche e non dimostra che abbia utilizzato quella chiavetta. Ci ricorda soltanto che quel computer poteva ricevere materiale proveniente anche da altre persone.
🤨 Perché “trovato su una chiavetta attribuita a Chiara” e “scaricato da Chiara” sembrano quasi la stessa frase. Ma raccontano due cose molto diverse.
Alla fine, le tavole potrebbero indicare uno studio consapevole dell’Azoth e dello Star Game oppure una semplice raccolta di immagini esoteriche. Senza stabilire chi utilizzasse realmente quella memoria, però, non possiamo trasformare il suo contenuto negli interessi personali di Chiara Poggi.
La presenza dei file è un elemento. Il collegamento proposto da KillyNoir è un’interpretazione. L’identità di chi li abbia cercati, salvati e cancellati resta invece la domanda senza risposta.

🕯️ E forse il vero mistero non è soltanto ciò che rappresentano quelle tavole. È la distanza che ancora separa il file recuperato dalla persona che decise di conservarlo.
Io, quindi, richiudo il grimorio con un dubbio molto meno esoterico e molto più concreto:
prima di attribuire un significato personale a quelle immagini, non dovremmo capire chi le abbia salvate davvero?
☕ Io intanto torno al mio caffè. Almeno fino alla prossima chiavetta.
Domande frequenti
Che cosa sarebbe stato recuperato dalla chiavetta?
Secondo l’analisi pubblicata da Grimaldipress, tramite carving sarebbero riemerse otto tavole alchemico-esoteriche cancellate.
Le immagini dimostrano che qualcuno stesse costruendo lo Star Game?
No. KillyNoir propone un collegamento simbolico tra le tavole e lo Star Game, ma per dimostrare uno studio consapevole servirebbero il contesto completo dei file, le date e gli eventuali documenti associati.
La chiavetta apparteneva certamente a Chiara Poggi?
Non possiamo parlare di uso esclusivo. Marco Poggi ha dichiarato che le penne USB attribuite a lui e alla sorella potrebbero essere state scambiate.
Sappiamo chi salvò quelle immagini?
No. Il recupero dei file permette di analizzarne il contenuto, ma non identifica automaticamente la persona che li cercò, li conservò o li cancellò.
💬 Adesso la domanda passa a voi
Quelle tavole erano state raccolte per semplice curiosità oppure qualcuno stava davvero studiando lo Star Game e il suo sistema iniziatico?
E soprattutto: possiamo attribuire a Chiara interessi così precisi se non sappiamo con certezza chi utilizzasse quella chiavetta?
☕ Raccontatemi nei commenti quale ipotesi vi convince e quale dettaglio, invece, continua a non tornarvi. Il caffè è ancora caldo e, dopo tutto questo Azoth, direi che ne abbiamo bisogno.