Andrea Sempio: perché finì indagato per il delitto di Garlasco
Quando pensiamo al delitto di Garlasco, i nomi che tornano immediatamente alla memoria sono soprattutto due: Chiara Poggi, uccisa nella sua casa il 13 agosto 2007, e Alberto Stasi, condannato in via definitiva a sedici anni di reclusione.
Il nome di Andrea Sempio, invece, entrò pubblicamente nella storia del caso soltanto molti anni dopo.
Nel 2007 aveva 19 anni ed era amico di Marco Poggi, il fratello minore di Chiara. Durante la prima indagine non fu considerato una figura centrale e il suo nome rimase sostanzialmente sullo sfondo.
🔎 Poi, quasi dieci anni dopo, quel nome uscì improvvisamente dallo sfondo. E la domanda diventò inevitabile: perché proprio Andrea Sempio?
Nel dicembre 2016 la condanna di Alberto Stasi era ormai definitiva, ma la sua difesa continuava a cercare elementi che potessero aprire la strada a una revisione del processo.
L’attenzione tornò sul materiale genetico recuperato dalle unghie di Chiara Poggi e su un ragazzo che conosceva Marco e che, secondo alcune dichiarazioni, frequentava la villetta di via Pascoli.
Quel ragazzo era Andrea Sempio.
A portare il suo nome davanti alla Procura di Pavia non furono una confessione o un nuovo testimone. Furono le investigazioni difensive svolte nell’interesse di Alberto Stasi e una consulenza genetica secondo la quale una componente maschile rinvenuta sulle unghie di Chiara presentava elementi di compatibilità con il profilo attribuito a Sempio.
La Procura avrebbe poi contestato l’attendibilità di quel confronto. La segnalazione, tuttavia, venne ritenuta abbastanza rilevante da rendere necessari accertamenti formali.
Il 23 dicembre 2016 Andrea Sempio venne iscritto nel registro degli indagati per l’omicidio di Chiara Poggi.
❓ Andrea Sempio conosceva appena la famiglia Poggi oppure frequentava abitualmente la loro casa? Chi ricordava la sua presenza? E quali elementi convinsero la difesa di Stasi a concentrare proprio su di lui le investigazioni?
Sono domande che non possono essere trasformate automaticamente in risposte. Ma fanno parte della storia dell’indagine e ignorarle significherebbe raccontarne soltanto la parte più comoda.
📌 In breve
Andrea Sempio, amico diciannovenne di Marco Poggi, entrò nell’indagine sul delitto di Garlasco nel dicembre 2016. La difesa di Alberto Stasi aveva riesaminato le sue dichiarazioni, alcune telefonate e lo scontrino del parcheggio di Vigevano, per poi acquisire attraverso investigatori privati un campione biologico da confrontare con il materiale genetico delle unghie di Chiara. Il 23 dicembre 2016 Sempio venne formalmente iscritto nel registro degli indagati.
📑 In questo articolo
🏠 Andrea Sempio e la frequentazione di casa Poggi
Sul rapporto tra Andrea Sempio e la famiglia Poggi esistono dichiarazioni che meritano di essere messe l’una accanto all’altra.
Sempio era amico di Marco Poggi. Secondo quanto dichiarato da Marco durante le prime indagini, tra la primavera e l’estate del 2007 i due trascorrevano del tempo nella saletta della televisione al piano terra oppure salivano nella camera di Chiara per utilizzare il suo computer.
Non si parlava, dunque, soltanto di incontri occasionali fuori dall’abitazione. Il racconto di Marco collocava Sempio anche all’interno della villetta e persino nella stanza di Chiara.
⚠️ Eppure, nelle prime ricostruzioni della famiglia Poggi, il suo nome non emerse con la stessa chiarezza.
Quando vennero indicate le persone che frequentavano la casa, Andrea Sempio non comparve tra quelle ricordate dalla madre di Chiara. Nel gennaio 2017 la stampa evidenziò una differenza tra le dichiarazioni di Marco e quanto inizialmente sostenuto dai genitori: da una parte Sempio risultava essere entrato più volte nell’abitazione; dall’altra quella frequentazione non appariva altrettanto chiara.
Nel maggio 2025 Giuseppe Poggi dichiarò pubblicamente che Sempio andava nella loro casa per giocare con Marco ai videogiochi e utilizzare il computer di Chiara, l’unico presente nell’abitazione. I genitori precisarono però che il ragazzo conosceva Chiara soltanto di vista e ribadirono di considerarlo innocente.
🔍 Le dichiarazioni a confronto
- Marco Poggi dichiarò che Sempio frequentava la casa e utilizzava anche il computer nella stanza di Chiara;
- nelle prime dichiarazioni dei genitori quella frequentazione non apparve altrettanto chiara;
- nel 2025 Giuseppe Poggi confermò che Sempio entrava nella villetta per stare con Marco e utilizzare il computer;
- secondo la famiglia, tra Andrea e Chiara non esisteva comunque un vero rapporto personale.

È possibile che due genitori non ricordino tutti gli amici frequentati dal figlio diciannovenne. Ma qui non stiamo parlando di un nome dimenticato durante una conversazione qualsiasi. Stiamo parlando delle persone che entravano nella casa in cui Chiara era stata uccisa e di dichiarazioni che, nel corso del tempo, non sono rimaste perfettamente uguali.
💭 Quello che mi colpisce è proprio questo: nel 2017 la frequentazione di Sempio sembrava quasi dover essere ricostruita attraverso le parole di Marco; nel 2025, invece, Giuseppe Poggi la descriveva come una circostanza normale.
Questo non significa automaticamente che qualcuno abbia mentito e non dimostra un coinvolgimento nel delitto. Significa però che il racconto è cambiato. E quando un particolare cambia dentro una vicenda così delicata, credo sia giusto fermarsi e domandarsi: perché?
Fu proprio su quella frequentazione che, nel 2016, si innestò l’elemento destinato a riportare Andrea Sempio dentro l’inchiesta: il confronto con il materiale genetico recuperato dalle unghie di Chiara.
⚖️ Dalla condanna di Stasi alle investigazioni difensive
Il 12 dicembre 2015 la Corte di Cassazione confermò la condanna di Alberto Stasi a sedici anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi.
Dopo due assoluzioni, l’annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione e la successiva condanna nel processo d’appello bis, la sentenza diventò definitiva. Alberto Stasi entrò in carcere continuando a dichiararsi innocente.
⚖️ Per la giustizia italiana il responsabile dell’omicidio aveva ormai un nome. Per la difesa di Stasi, invece, la ricerca non era affatto terminata.
I suoi legali decisero di riesaminare il caso attraverso nuove investigazioni difensive. L’obiettivo era individuare elementi trascurati oppure circostanze che, rilette l’una accanto all’altra, potessero assumere un significato diverso.
Una condanna definitiva chiude il processo, ma non impedisce alla difesa di cercare elementi nuovi per tentare di riaprirlo. La vera domanda, semmai, è un’altra: da dove si comincia quando tutto sembra già deciso?
🔍 La rilettura degli atti e il nome di Andrea Sempio
Nel settembre 2016 la difesa di Stasi affidò alla società SKP Investigazioni il compito di riesaminare gli atti del procedimento.
Gli investigatori tornarono alle dichiarazioni rese da Andrea Sempio nel 2007 e nel 2008. A richiamare la loro attenzione furono soprattutto lo scontrino del parcheggio di Vigevano, consegnato spontaneamente oltre un anno dopo l’omicidio, e alcune telefonate effettuate a casa Poggi nei giorni precedenti il delitto.
Questa sequenza è stata ricostruita nel marzo 2025 anche da Gianluca Zanella per DarkSide – Storia Segreta d’Italia.

🧬 Il recupero del campione biologico
Gli investigatori incaricati dalla difesa iniziarono un’attività di osservazione mirata su Andrea Sempio.
Recuperarono alcuni oggetti da lui utilizzati e poi abbandonati: una bottiglietta d’acqua, una tazzina da caffè e un cucchiaino. Il materiale biologico presente su quegli oggetti venne inviato a un laboratorio per ricavarne un profilo genetico.
Sempio non era stato informato dell’attività. La modalità con cui il suo DNA venne acquisito avrebbe successivamente dato origine a un procedimento separato, nato dalla sua denuncia e poi archiviato.
🔎 Questo è il passaggio che cambia la prospettiva: la difesa non partì da una traccia anonima per arrivare casualmente ad Andrea Sempio.
Accadde il contrario. Prima gli investigatori individuarono Sempio sulla base delle dichiarazioni, dello scontrino e delle telefonate. Poi cercarono il suo DNA per verificare se fosse compatibile con la componente genetica maschile isolata dal materiale delle unghie di Chiara.
In altre parole: prima venne individuata la persona da controllare, poi venne effettuato il confronto genetico. Invertire questi due momenti significherebbe raccontare in modo sbagliato la nascita dell’indagine.
🧬 La consulenza genetica che fece partire gli accertamenti
Il confronto dal quale nacque la prima indagine su Andrea Sempio non fu il risultato di nuove analisi effettuate direttamente sulle unghie di Chiara Poggi.
Il genetista Pasquale Linarello, incaricato dalla difesa di Alberto Stasi, lavorò sui profili già ricavati nel 2014 dal perito della Corte Francesco De Stefano. A questi venne affiancato il profilo estratto dagli oggetti utilizzati da Sempio.
Linarello ha raccontato di avere svolto inizialmente il confronto “alla cieca”: gli sarebbero stati consegnati i dati genetici senza rivelargli l’identità della persona dalla quale proveniva il campione né la vicenda giudiziaria alla quale erano collegati.

Secondo la relazione depositata dalla difesa di Stasi, alcuni marcatori del cromosoma Y rilevati nel materiale delle unghie risultavano compatibili con quelli presenti nel campione attribuito ad Andrea Sempio.
🧬 Detta così sembra quasi una risposta definitiva. Ma non lo era affatto.
Il cromosoma Y non permette di distinguere Andrea Sempio dai parenti maschi appartenenti alla stessa linea paterna. Inoltre il profilo esaminato era parziale, misto e discusso nella sua utilizzabilità.
🔬 Che cosa sosteneva davvero Pasquale Linarello
La posizione di Linarello era precisa: pur presentando limiti, quel profilo poteva essere utilizzato almeno per una comparazione investigativa.
La genetica non poteva stabilire quando il materiale biologico fosse stato depositato né spiegare come fosse arrivato sulle dita di Chiara.
Secondo Linarello, però, il profilo maschile ottenuto nel 2014 presentava elementi di compatibilità con Andrea Sempio o con un uomo appartenente alla sua medesima linea paterna.
Nel materiale sarebbe inoltre comparso almeno un altro profilo maschile, non compatibile né con Sempio né con Alberto Stasi.
🔎 Non esisteva, quindi, una traccia genetica unica e nitida accompagnata da un cartellino con scritto “Andrea Sempio”. Esisteva un materiale complesso, contenente più contributi maschili, sul quale i genetisti avrebbero espresso valutazioni differenti.
Dire semplicemente “sotto le unghie di Chiara c’era il DNA di Sempio” rende tutto più facile da raccontare. Peccato che lo renda anche molto meno corretto.

⚖️ Perché il risultato del 2014 era controverso
Il perito Francesco De Stefano aveva ottenuto risultati differenti nelle diverse sessioni analitiche. Nelle conclusioni depositate al processo ritenne che quei dati non permettessero di ricavare un profilo consolidato e utilizzabile per un’attribuzione individuale.
Linarello contestò successivamente il modo in cui quelle prove erano state valutate. Secondo lui non potevano essere considerate vere repliche dello stesso esame, perché erano state utilizzate quantità differenti di materiale.
A suo giudizio, almeno uno dei risultati rimaneva sufficientemente leggibile da poter essere confrontato.
🔬 Il materiale genetico maschile, dunque, era emerso. Il punto riguardava il valore che poteva essergli attribuito: per De Stefano non consentiva un’identificazione affidabile; per Linarello conteneva invece dati sufficienti almeno per un confronto investigativo.
La divergenza non riguardava soltanto la presenza di marcatori maschili. Riguardava ciò che quei marcatori permettevano davvero di sostenere.
📂 Dall’esposto all’iscrizione nel registro degli indagati
Nel dicembre 2016 gli elementi raccolti dalla difesa di Alberto Stasi vennero portati davanti alla magistratura attraverso un esposto firmato da Elisabetta Ligabò, madre del condannato.
Tra il 19 e il 20 dicembre 2016 la documentazione raggiunse la Procura generale presso la Corte d’Appello di Milano. Gli atti furono poi trasmessi alla Procura di Pavia, competente territorialmente per l’omicidio di Chiara Poggi.
Il 22 dicembre diventò pubblica la notizia dell’apertura di una nuova inchiesta. Il giorno successivo, 23 dicembre 2016, Andrea Sempio risultò formalmente iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario.
📅 Quattro giorni e diversi passaggi. Eppure vengono spesso compressi in un’unica frase: “la difesa presentò la perizia e Sempio venne indagato”.
La cronologia, invece, conta: prima arrivò l’esposto, poi gli atti passarono da Milano a Pavia, quindi venne aperto il fascicolo e infine fu iscritto il nome di Andrea Sempio.
⚖️ Un’iscrizione definita “atto dovuto”
La stampa dell’epoca descrisse l’iscrizione come un atto dovuto dopo la presentazione dell’esposto e della consulenza genetica.
La Procura era chiamata a verificare formalmente gli elementi indicati dalla difesa di Stasi, mentre l’iscrizione garantiva ad Andrea Sempio tutti i diritti riconosciuti a una persona sottoposta a indagine.
⚖️ “Atto dovuto”, però, non significa atto privo di conseguenze. Dopo quasi dieci anni trascorsi ai margini del caso, Andrea Sempio diventava ufficialmente un indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.
🔎 Il confronto genetico spiega come il suo nome entrò formalmente nel fascicolo. Ma per capire perché la difesa si concentrò proprio su di lui dobbiamo tornare alle sue dichiarazioni, alle telefonate e allo scontrino di Vigevano: dov’era Andrea Sempio durante la mattina del 13 agosto 2007?
💬 La nostra riflessione
Arrivati fin qui, una cosa mi sembra difficile da ignorare: Andrea Sempio non venne individuato perché il suo nome comparve improvvisamente dentro un risultato genetico. Fu scelto dagli investigatori della difesa dopo avere riletto le sue dichiarazioni, le telefonate a casa Poggi e quello scontrino conservato per oltre un anno. Solo dopo venne cercato il suo DNA.
Questo non dimostra che la pista fosse corretta. Dimostra però che non nacque dal nulla e che ridurla alla fantasia di una difesa in cerca di un colpevole alternativo sarebbe una semplificazione troppo comoda.
Allo stesso tempo, una compatibilità genetica parziale e controversa non può essere trasformata in una prova di colpevolezza. Non sappiamo quando quel materiale biologico sia stato depositato, non sappiamo attraverso quale contatto e, soprattutto, il cromosoma Y non identifica in maniera esclusiva un singolo individuo.
⚖️ Ma tra l’affermare che quella traccia provasse la responsabilità di Sempio e il liquidarla come completamente irrilevante esisteva uno spazio enorme: lo spazio degli accertamenti che avrebbero potuto essere svolti.
È qui che il racconto diventa scomodo. Nel corso della prima indagine non risulta che il confronto presentato dalla difesa sia stato verificato attraverso un nuovo prelievo ufficiale ad Andrea Sempio; alcune dichiarazioni sulla sua frequentazione della villetta non coincidevano perfettamente; la provenienza indiretta attraverso il computer rimase un’ipotesi possibile, non una dinamica dimostrata.
Non significa che l’archiviazione fosse necessariamente sbagliata. Significa che alcuni dubbi vennero risolti scegliendo, tra più spiegazioni possibili, quella ritenuta compatibile con la sua estraneità. E quando un’indagine per omicidio si chiude senza che dalla documentazione disponibile emerga una verifica ufficiale proprio dell’elemento che l’aveva fatta nascere, credo sia legittimo domandarsi se sia stata raggiunta una certezza oppure soltanto una conclusione giudiziariamente sufficiente.
🔎 Andrea Sempio deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva che stabilisca il contrario. Questo principio non si discute. Ma rispettare la presunzione d’innocenza non significa rinunciare a esaminare le anomalie, né fingere che tutte le domande abbiano già ricevuto una risposta.
Perché la prudenza serve a non trasformare un sospetto in una condanna. Non dovrebbe mai servire a trasformare le domande rimaste aperte in domande che non si possono fare.
Domande frequenti
Perché Andrea Sempio venne indagato nel 2016?
Andrea Sempio venne iscritto nel registro degli indagati dopo il deposito di una consulenza commissionata dalla difesa di Alberto Stasi. Secondo quella valutazione, alcuni marcatori maschili rilevati nel materiale prelevato dalle unghie di Chiara Poggi erano compatibili con il profilo genetico attribuito a Sempio o con quello di un uomo appartenente alla sua stessa linea paterna.
Come fece la difesa di Stasi a ottenere il DNA attribuito a Sempio?
Gli investigatori privati incaricati dalla difesa recuperarono oggetti utilizzati e poi abbandonati da Sempio, tra cui una bottiglietta, una tazzina e un cucchiaino. Da quel materiale venne ricavato il profilo impiegato nella consulenza. Non si trattava, però, di un prelievo ufficiale effettuato dalla magistratura.
Sotto le unghie di Chiara Poggi c’era certamente il DNA di Andrea Sempio?
No. Il materiale genetico era esiguo, misto e parziale. La consulenza della difesa individuò elementi di compatibilità con la linea paterna di Sempio, ma la Procura contestò l’affidabilità del confronto. Non è quindi corretto affermare come fatto accertato che quel DNA appartenesse certamente ad Andrea Sempio.
Lo scontrino di Vigevano dimostrava l’alibi di Sempio?
Lo scontrino documentava un pagamento effettuato il 13 agosto 2007, ma da solo non permetteva di stabilire con certezza chi lo avesse materialmente ritirato né di ricostruire tutti gli spostamenti di Sempio durante la mattina. Fu uno degli elementi esaminati dagli investigatori della difesa, non una prova definitiva di colpevolezza o innocenza.
Perché l’indagine del 2017 venne archiviata?
La Procura ritenne inattendibile il confronto genetico presentato dalla difesa e considerò gli altri elementi insufficienti per sostenere un’accusa. Venne inoltre presa in considerazione l’ipotesi di un trasferimento indiretto attraverso oggetti presenti nella villetta e utilizzati da Sempio, come il computer condiviso con Marco Poggi. Questa modalità venne valutata come possibile, ma non fu ricostruita con certezza.
L’archiviazione del 2017 equivale a una sentenza di assoluzione?
No. L’archiviazione chiude un’indagine quando gli elementi raccolti non consentono di sostenere efficacemente l’accusa. Non è una condanna, ma non è neppure una sentenza di assoluzione pronunciata dopo un processo.
Andrea Sempio è stato condannato per il delitto di Garlasco?
No. Andrea Sempio non è stato condannato per l’omicidio di Chiara Poggi e deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva che stabilisca il contrario. Per il delitto è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi.
📚 Fonti consultate e approfondimenti
-
DarkSide – Storia Segreta d’Italia
– Ricostruzione di Gianluca Zanella sulle investigazioni difensive, sullo scontrino e sul recupero del campione biologico attribuito ad Andrea Sempio. -
ANSA, 23 dicembre 2016
– Notizia dell’iscrizione di Andrea Sempio nel registro degli indagati per l’omicidio di Chiara Poggi. -
Corriere della Sera, 28 marzo 2017
– Ricostruzione dell’archiviazione della prima indagine riguardante Andrea Sempio. -
Fanpage – Intervista a Pasquale Linarello
– Approfondimento sulla consulenza genetica svolta per la difesa di Alberto Stasi e sui limiti attribuiti al confronto. -
La Provincia Pavese, gennaio 2017
– Approfondimento sulle posizioni della difesa e sulle contestazioni relative alla prima indagine.
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💬 Tu come la vedi? Pensi che nel 2017 gli elementi raccolti siano stati verificati fino in fondo oppure credi che l’archiviazione fosse la conclusione più corretta sulla base delle prove disponibili? Raccontaci la tua opinione nei commenti, mantenendo il confronto rispettoso e ricordando che un dubbio investigativo non equivale a una condanna.
Se il confronto genetico non bastava a stabilire una responsabilità, che cosa raccontano davvero l’alibi, le telefonate e gli spostamenti attribuiti ad Andrea Sempio nella mattina del 13 agosto 2007?